Il Coordinamento Toscano si è costituito il 29-04-1993 e attualmente registra l’adesione di numerose associazioni di familiari e di utenti.
Il suo scopo principale è quello di tutelare i diritti delle persone con disturbi mentali e delle loro famiglie, facendosene portavoce con la Regione Toscana, con cui ha contatti costanti.
Inoltre, siamo impegnati nella lotta allo stigma e nell’integrazione sociale e lavorativa di queste persone. Pur riconoscendo che l’attenzione
da parte della Regione Toscana si è resa più evidente nei confronti delle problematiche relative alla Salute Mentale e molto è stato fatto, occorre constatare, tuttavia,
che molto rimane ancora da fare. E’ possibile trovare conforto nella consapevolezza odierna che i disturbi mentali possono essere curati o comunque migliorati, ma per questo è importante e
fondamentale la progettazione e l’attuazione precoce e coordinata di interventi personalizzati. Il diritto alla salute viene sancito dall’Art. 32 della Costituzione della Repubblica Italiana
che recita “ la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere
obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.
Il Coordinamento Toscano si pone, come obiettivi da raggiungere, l’applicazione delle leggi vigenti da parte delle Istituzioni e dei vari Enti; infatti, i Piani Sanitari 2005-2007 e 2008-2010,
il Piano Integrato Sociale Regionale 2007-2010,
le Leggi Regionali n. 40 e 41 prevedono che la persona che lamenta un qualsiasi disagio mentale venga tempestivamente presa in carico dai Servizi e posta al centro del suo progetto individuale,
coinvolgendo anche la famiglia, in modo da poter considerare la persona “soggetto”, quale essa è, e non “oggetto”, come invece spesso accade. È, altresì,
prioritario incrementare il personale socio-sanitario che deve essere qualificato e dotato di adeguati mezzi di trasporto. Inoltre, è necessario che il personale venga rimpiazzato prima dei pensionamenti o
nel caso di gravidanze. Vorremmo anche focalizzare l’attenzione sull’esperienza positiva della Toscana dove alcuni utenti hanno conseguito l’attestato di facilitatore sociale,
diventando così persone capaci di convivere con i loro problemi e di aiutare se stessi e gli altri, divenendo in questo modo una vera e propria risorsa per la Salute Mentale.
Inoltre, in questo momento in cui i Servizi lamentano la mancanza di risorse economiche per la Salute Mentale, il Coordinamento Toscano non riesce a capire il motivo per cui alcune Aziende Usl
non spendono quanto previsto dal Piano Sanitario Regionale e richiama, dunque, i Responsabili dei Servizi di Salute Mentale a sollecitare le loro Aziende Usl affinché eroghino almeno quanto previsto.
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